il ritorno alle radici…

27. Oktober 2014

Rabbia!

Mi dispiace per i lettori ma rinuncio a commentare la partita contro l’Aarberg. Questa prestazione dimostrata lo scorso sabato non è da AS Italiana. Questi giocatori che correvano in campo senza cattiveria e agonismo non sono giocatori dell’AS Italiana. Questi perdenti che a fine partita strisciavano lenti e muti nei spogliatoi non sono dell’AS Italiana. Questa barca che affonda non è l’AS Italiana.

Forse mi chiedete perché mi metto a scrivere in Italiano? Come società italiana unica regionale se non anche nazionale vorrei fare un viaggio nel passato. Io come giocatore ho l’impressione che questa squadra stia perdendo le loro radici. Per questo ho chiesto alcune persone della vecchia guardia di descrivermi il momento più bello che hanno trascorso con l’AS Italiana.

Nicola Mangione: Mi ricordo la partita per andare alle finali e per salire in seconda lega contro la rivale giurata SCI Esperia. Quei duelli erano unici e attiravano una folla immensa. Comunque quella partita era particolare datosi che ho segnato in pieno recupero il pareggio momentaneo per andare ai tempi supplementari! Mamma, che festa! La partita poi la vincemmo mettendoci più carattere e aggressività.

Mauro Spinosi: Sportivamente è stata la vittoria per salire in seconda lega nei spareggi contro il Gelb-Blau per 5:4. Prima vincemmo contro la rivale l’Esperia. Poi per me personalmente l’AS Italiana non è solo una squadra qualsiasi ma anche una famiglia aggiunta. Calcisticamente non eravamo mai i migliori ma ci mettevamo grinta, volontà, sacrificio e cattiveria. Sul e fuori dal campo eravamo un gruppo di amici, ci rispettavamo e lottavamo tutti insieme. Questo si che è lo spirito giusto!

Antonio Vella: Uno è sicuramente il ritorno contro il Zollbrück. Poi anche la vittoria nei spareggi contro lo Spiez per salire in seconda lega. Con i presenti Mario e Matteo, ora allenatori della prima squadra. Vincemmo fuori casa con un uomo in meno per 1:2. Gabor ci catapultò con un tiro spiazzante in seconda! Quella squadra sapeva lottare. Quella squadra aveva lo spirito ASI. Speriamo che anche questa volta quel campo ci porta bene. L’AS Italiana non era mai la squadra più forte, ma ci metteva sempre sangue e cuore per vincere!

Andrea Scrascia: Il momento più bello fuori dal campo è stata la festa del 50esimo anniversario della nostra società. Vedere la gioia in quella sala enorme e la visita di Dusco sopranominato “il miglior giocatore di tutti i tempi” è stato molto emozionante. Poi sul campo è stato il ritorno contro il Zollbrück quando i nostri ci hanno messo agonismo e carattere in stile AS Italiana. Questa è l’ASI!

Tindaro Bucalo: Il più bel momento è stato sicuramente la stagione 86/87 quando siamo saliti per la prima volta in seconda lega battendo la rivale di sempre l’Esperia davanti a duemila spettatori. Come anche il torneo ambasciatore, dove parteciparono le migliori squadre Italiane di tutta la Svizzera. Emozioni uniche! Poi eravamo un bel gruppo di amici che erano cresciuti nelle file giovanili. In più siamo stati l’orgoglio di Tommaso Pasanisi. Quelli si che erano bei tempi!

Quando leggo queste frasi mi viene la pelle d’oca. Il calcio ti regala una soddisfazione indescrivibile. Poi se ve ne siete accorti spuntano alcune parole che si ripetono… amicizia, carattere, famiglia, orgoglio e rispetto. Vorrei che queste parole rimangano ben impresse nella vostra mente. Queste parole sono la chiave per il successo!

Queste persone hanno scritto la loro parte della storia tradizionale dell’ASI. Ora tocca a noi! Indossiamo questa maglia perché ne siamo degni. Saliamo in campo perché siamo forti. Vinciamo perché siamo uniti. Combattiamo perché questa è la nostra forza!

Imbarazzante quanto una sola sconfitta possa far male ai nostri cuori. A dire la verità ho fatto fatica a chiudere occhio tutto il fine settimana. Vorrei che oggi sia già domenica mattina e ci stiamo preparando per la sfida prossima. Se una sconfitta ti addolora talmente avrà anche il suo effetto positivo. Vuol dire che siete arrabbiati, vuol dire che non accettate una sconfitta, vuol dire che vi volete riscattare ma soprattutto è più importante di ogni altra cosa dimostra l’attaccamento enorme a questa maglia. La maglia dei combattenti. La maglia dei vincenti. La maglia dell’ASI.

Voltiamo pagina. Nel calcio si può anche perdere, ma non arrendersi. Arrendersi vuol dire essere un perdente. Però quando vi guardo non vedo tristezza o arresa, io vedo rabbia! Per fortuna il calcio ti da sempre la possibilità di rifarti. Ora un appello a voi giocatori: Io sono inca**ato! Lo siete anche voi?

Rimane una partita, novanta minuti. A Spiez dev’essere un assedio. Andiamo a caccia! Ragazzi, noi siamo l’AS Italiana. Combattere è nel nostro DNA… vincere è il nostro scopo! Avanti, insieme… fino alla fine. Forza ASI!

Alessandro Pizzoferrato

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Wut!

Es tut mir leid für alle Leser und Leserinnen aber ich die Partie gegen den FC Aarberg nicht kommentieren. Die Leistung vom letzten Samstag war nicht würdig. Die Spieler welche auf dem Platz ohne Herzblut und Aggressivität umherirrten waren nicht ASI-Spieler. Diese Verlierer welche nach dem Schlusspfiff leise und langsam in die Garderoben schlichen, gehören nicht zu AS Italiana. Dieses Schiff welches versinkt ist nicht AS Italiana.

Vielleicht fragt ihr euch weshalb ich auf Italienisch schreibe? Als einzigartige regionale italienische Gesellschaft möchte ich eine kleine Zeitreise machen. Ich als Mitspieler habe das Gefühl, dass diese Mannschaft ihre Wurzeln verliert. Darum habe ich einige Anhänger gebeten ihr schönster Moment mit AS Italiana zu beschreiben.

Nicola Mangione: Ich erinnere mich an die Finalspiele gegen den Erzrivalen SCI Esperia. Dort ging es um den Aufstieg in die zweite Liga. Diese Derby’s waren einzigartig und lockten eine grosse Menschenmasse an. Für mich war dieses Spiel speziell, da ich in der Nachspielzeit das vorläufige Unentschieden schoss. Damit gingen wir in die Verlängerung und gewannen das Spiel indem wir mehr Aggressivität und Charakter zeigten. Mamma che festa!

Mauro Spinosi: Sporltich gesehen war es der Sieg gegen Gelb-Blau mit 5:4 in den Finalspielen um in die zweite Liga aufzusteigen. Zuvor schlugen wir den Erzrivalen Esperia. Zudem symbolisiert für mich AS Italiana nicht nur eine Sportmannschaft sondern auch eine ergänzende Familie. Fussballerisch waren wir nie die besten, aber wir zeigten immer Durchsetzungskraft, Wille, Aufopferung und Aggressivität. Auf und neben dem Platz waren wir alle Freunde. Wir respektierte und kämpften gemeinsam auf dem Platz. Dies ist der AS Italiana Kameradschaftsgeist!

Antonio Vella: Ein grosser Moment war natürlich das Rückspiel in Zollbrück. Aber auch der Auswärtssieg gegen Spiez in den Aufstiegsspielen mit einem Mann weniger. Wir gewannen dort mit 1:2. Gabor katapultierte und in die zweite Liga! Diese Mannschaft wusste wie man kämpft. Diese Mannschaft hatte den richtigen Spirit. Hoffen wir auch, dass dieser Platz uns auch dieses Jahr nur gutes bringt. AS Italiana war nie die beste Mannschaft, jedoch setzte sie immer Blut und Herz ein um zu gewinnen!

Andrea Scrascia: Der schönste Moment ausserhalb des Fussballplatzes war sicherlich das 50te Jubiläumsfest. Dies grosse Menschenmenge vereint in einem Saal und der Besuch von Dusco nominiert „der beste Spieler aller Zeiten“ war sehr bewegend. Auf dem Platz war das Rückspiel gegen Zollbrück eine grosse Befriedigung. Unsere Spieler haben mit Herzblut und Charakter um den Aufstieg gekämpft. Dies ist ASI!

Tindaro Bucalo: Der schönste Moment war die Saison 86/87 als wir das erste Mal in die zweite Liga aufstiegen. Dort schlugen wir den Rivalen Esperia vor über zweitausend Zuschauern. Wie auch „il torneo ambasciatore“, wo die besten italienischen Mannschaften aus der ganzen Schweiz teilnahmen. Einzigartige Emotionen! Zudem waren wir eine Gruppe aus Freunden alle in den ASI-Junioren aufgewachsen. Wir waren der Stolz von Tommaso Pasanisi. Dies waren schöne Zeiten.

Wenn ich dies lese, dann bekomme ich Hühnerhaut. Der Fussball schenkt dir eine unbeschreibliche Genugtuung. Und wenn ihr euch geachtet habt, gibt es einige Worte welche mehrmals vorkommen… Freundschaft, Charakter, Familie, Stolz und Respekt. Ich möchte, dass ihr diese Worte nie vergesst. Diese Worte sind der Schlüssel zum Erfolg!

Diese Menschen haben bereits die Geschichte von AS Italiana geschrieben. Nun sind wir an der Reihe! Wir sind würdig dieses Trikot zu tragen. Wir gehen auf den Platz weil wir stark sind. Wir gewinnen weil wir zusammenhalten. Wir kämpfen weil dies unsere Stärke ist!

Unglaublich wie eine einzige Niederlage schmerzt. Um erhlich zu sein hatte ich Mühe dieses Wochenende ein Auge zuzudrücken. Am liebsten möchte ich zum Vorwärtspuhlen und bereits Sonntag auf dem Platz stehen. Ein solches Verlangen ist auch positiv! Es bedeutet, dass man Sauer ist. Es bedeutet, dass man eine solche Niederlage nicht akzeptieren will. Es bedeutet aber auch, dass eine enorme Anhänglichkeit an dieses Trikot besteht. Das Trikot der Kämpfer. Das Trikot der Gewinner. Das AS Italianatrikot.

Kapitel schliessen. Im Fussball kann man auch verlieren, aber man darf nie aufgeben. Verlierer geben auf. Wenn ich aber euch ansehe, sehe ich keine Traurigkeit. Ich sehe kochende Wut! Zum Glück gibt dir der Fussball Woche für Woche die Möglichkeit den Spiess umzudrehen. Nun ein Appell an euch Spieler: Io sono inca**ato! Lo siete anche voi?

Es bleibt ein Spiel, neunzig Minuten. In Spiez muss eine Belagerung hin. Wir gehen jagen! Ragazzi, noi siamo l’AS Italiana. Combattere è nel nostro DNA… vincere è il nostro scopo! Avanti, insieme… fino alla fine. Forza ASI!

Alessandro Pizzoferrato

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